Per contattarci

sito: www.oratorioinretespilimbergo.org
e-mail: oratoriospilimbergo@gmail.com

mercoledì 23 gennaio 2013

OraNEVE a Piancavallo - Domenica 03 febbraio


Vi presentiamo la nuova iniziatica di OiRS - OratorioinReteSpilimbergo! Una giornata sulla neve a Piancavallo!

✦ ✦ ✦ ✦ PROGRAMMA ✦ ✦ ✦ ✦
DOMENICA 03 FEBBRAIO 2013
ore 7.15 Ritrovo in Oratorio
Ore 7.30 Partenza da Spilimbergo in pullman
Ore 8.30 ARRIVO A PIANCAVALLO
Ore 18.30 circa Rientro a Spilimbergo in Oratorio

PRANZO AL SACCO

QUOTA 10€

(LA QUOTA COMPRENDE SOLO LE SPESE DI TRASPORTO: skypass, noleggi, ingressi, pranzo, brulè e merenda sono a carico dei partecipanti)

A Piancavallo è possibile fare discese con gli sci, oppure sci di fondo, oppure pattinare, oppure ciaspolare, oppure fare i pupazzi di neve.
Ognuno avrà la possibilità di fare l'attività sulla neve che preferisce.
 
  ✦ ✦ ✦ ✦ ISCRIZIONI ENTRO SABATO 26 GENNAIO 2013 ✦ ✦ ✦ ✦

Adesioni PER RAGAZZI DAI 12 ANNI IN SU presso:
- Canonica (don Francesco)
- Direzione Oratorio (sabato dalle 15.00 alle 18.00)
- Presso educatori Azione Cattolica e AGESCI (per i rispettivi gruppi)
Al momento dell'iscrizione si dovrà versare la quota di partecipazione.
In caso di mancata partecipazione, sarà restituita il 50% della quota (ma solo se si avvisa prima della partenza).

INFO:
Gigi 334 1543437
Canonica 0427 2059
 

venerdì 18 gennaio 2013

VANGELO DELLA DOMENICA - 20 gennaio 2013


"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."


Vangelo Gv 2,1-11
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


 
Meditazione
San Massimo di Torino ( ? - circa 420), vescovo
Omelia 23 ; PL 57,274
                                   «Il vino nuovo della vera gioia»
    E' scritto che il Signore è andato ad un matrimonio a cui era stato invitato. Il Figlio di Dio è dunque andato a queste nozze per santificare con la sua presenza il matrimonio che aveva già istituito.  E' andato a delle nozze della legge antica per scegliersi nel popolo pagano una sposa che sarebbe rimasta vergine per sempre. Lui che non è nato da un matrimonio umano è andato alle nozze. C'è andato non per prendere parte ad un banchetto festoso, ma per rivelarsi con un prodigio veramente mirabile. C'è andato non per bere vino, ma per donarlo. Infatti, quando gli invitati erano privi di vino, la beata Maria gli ha detto: “Non hanno più vino”. Gesù, apparentemente contrariato, le ha risposto: “Che ho da fare con te, o donna?".... Con la risposta “Non è ancora venuta la mia ora” annunciava certamente l'ora gloriosa della Passione, ovvero il vino versato per la salvezza e la vita di tutti. Maria chiedeva un favore temporale, mentre Cristo preparava una gioia eterna.
    Eppure il Signore così buono non ha esitato ad accordare piccole cose, in attesa delle grandi. La beata Maria, che era veramente la madre dl Signore, vedeva col pensiero ciò che sarebbe avvenuto e conosceva in anticipo la volontà del Signore. Perciò si è premurata di chiamare i servi dicendo: “Fate quello che vi dirà”. La sua santa madre sapeva sicuramente che le parole di rimprovero del figlio e Signore non nascondevano il risentimento di un uomo arrabbiato, ma contenevano un mistero di compassione... Ed ecco che all'improvviso quell'acqua ha cominciato a ricevere forza, a prendere colore, a spandere buon odore, ad acquistare gusto, e nello stesso tempo a cambiare completamente la sua natura. E la trasformazione dell'acqua in altra sostanza ha manifestato la presenza del Creatore, poiché nessuno, tranne colui che ha creato l'acqua dal nulla, può trasformarla in altra cosa.

mercoledì 9 gennaio 2013

VANGELO DELLA DOMENICA - BATTESIMO DEL SIGNORE - 13 gennaio 2013

"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."

Vangelo Lc 3,15-16.21-22
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».


 Meditazione
San Giovanni Crisostomo (c. 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelie sul Vangelo di Matteo, 12 ; PG 57,201
                                   «Scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba»
        Consideriamo il grande miracolo dopo il battesimo del Salvatore; è il preludio di quanto stava per accadere. Non è l'antico Paradiso, ma il cielo stesso che si apre: “Appena battezzato, Gesù ... ecco, si aprirono i cieli” (Mt 3,16). Perché il cielo si apre quando Gesù viene battezzato? Per dirci che la stessa cosa accade invisibilmente al tuo battesimo: Dio ti chiama alla tua patria che è in cielo, e ti invita a non avere più niente in comune con la terra... Se ora non vediamo più gli stessi segni, riceviamo tuttavia le stesse grazie, di cui i segni sono il simbolo.
        Si vide allora scendere una colomba: indicava a Giovanni Battista e ai giudei che Gesù era il Figlio di Dio. Doveva inoltre insegnare ad ognuno che al momento del battesimo lo Spirito Santo scende nella nostra anima. Non viene più sotto forma visibile, perché non ne abbiamo più bisogno: la fede ora basta...
        Perché lo Spirito Santo appare sotto la forma di una colomba? Perché la colomba è dolce e pura, e lo Spirito Santo è uno spirito di dolcezza e di pace. Questa colomba ci ricorda pure un avvenimento che leggiamo nell'Antico Testamento: quando la terra fu inondata dal diluvio e tutti gli uomini erano in pericolo di morire, la colomba è apparsa  per annunciare la fine del cataclisma; portava un ramoscello d'olivo, con la buona  notizia del ristabilimento della pace nel mondo. Tutto ciò era una prefigurazione del futuro... Quando tutto era perduto, sono arrivati la liberazione ed il rinnovamento. Ciò che una volta avvenne attraverso le acque del diluvio, oggi avviene come attraverso un diluvio di grazia e misericordia. ... Non è più un solo uomo che la colomba chiama ad uscire a ripopolare la terra: chiama tutti gli uomini al cielo. Invece che un ramoscello d'olivo, porta agli uomini la dignità della loro adozione a figli di Dio.

venerdì 4 gennaio 2013

VANGELO DELLA DOMENICA - EPIFANIA DEL SIGNORE - 06 gennaio 2013


"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."

Vangelo Mt 2,1-12
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele"».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.


Meditazione
San Giovanni Crisostomo (c. 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelie sul Vangelo di Matteo, 7,5
                                   «Seguiamo i magi»
        Muoviamoci, sull'esempio dei magi. Lasciamo che tutti si turbino; ma noi corriamo con gioia dov'è il bambino. Se i re o i popoli ci mettono ostacoli nella strada, poco importa, non diminuiamo il nostro fervore, respingiamo tutti i mali che ci minacciano. Se non avessero visto il bambino, i magi non avrebbero evitato il pericolo che correvano a causa di Erode. Prima di aver avuto la gioia di contemplarlo, erano presi dalla paura, circondati da pericoli, immersi nel turbamento; dopo che l'ebbero adorato, il loro cuore è rimasto nella calma e nella sicurezza. ...
        Abbandoniamo anche noi una città affollata, un despota assetato di sangue, tutte le ricchezze di questo mondo, e veniamo a Betlemme, la “casa del pane” spirituale. Se sei pastore, vieni, semplicemente, e vedrai il bambino nella mangiatoia. Se sei re, i tuoi vestiti fastosi, tutto lo splendore della tua dignità, non ti serviranno a nulla, se non vieni. Se sei uomo di scienza come i magi, tutte le conoscenze non ti salveranno se non vieni ad inchinarti. Se sei uno straniero o addirittura un barbaro,  sarai ammesso alla corte di questo re. ... Basta avere timore e gioia, due sentimenti che abitano il cuore veramente cristiano. ...
        Prima di adorare questo bambino, liberati di tutto quanto ti riempie. Se sei ricco, deponi il tuo oro ai suoi piedi, cioè dallo ai poveri. Questi stranieri sono venuti da tanto lontano per contemplare il bambino appena nato; come potrai... rifiutare di fare qualche passo per visitare un malato o un prigioniero? ... I magi hanno offerto i loro tesori a Gesù, e tu, non hai neanche un pezzo di pane da dargli? (Mt 25,35s) Quando hanno visto la stella, il loro cuore si è riempito di gioia; tu vedi nei poveri Cristo che manca di tutto e passi oltre e non ti commuovi?

venerdì 28 dicembre 2012

VANGELO DELLA DOMENICA - SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE- 30 dicembre 2012


"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."


Vangelo Lc 2,41-52
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.


Meditazione
Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo
Omelie sul Vangelo di Luca, n° 18; SC 87
                               « Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio »
        All'età di 12 anni, Gesù resta a Gerusalemme. Non sapendolo, i genitori lo cercano con ansia e non lo trovano. Lo cercano “fra i parenti”, lo cercano “nella carovana”, lo cercano “fra i conoscenti”, ma fra tutti questi non lo trovano... Il mio Gesù non vuole essere trovato nella folla.
        Senti dunque dove l'hanno trovato... perché anche tu possa trovarlo: “A forza di cercarlo, lo trovarono nel Tempio”. Non in un posto qualsiasi, ma “nel Tempio”, e non semplicemente nel Tempio, ma “seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava”. Anche tu, cerca Gesù nel tempio di Dio, cercalo nella Chiesa, cercalo presso i maestri che si trovano nel tempio e non ne escono. Se cerchi in questo modo, lo troverai...
        Lo trovano “seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava”. Ancora adesso Gesù è lì; ci interroga e ci ascolta parlare. “Tutti erano pieni di stupore” dice Luca. Cos'è che li stupiva? Non tanto le sue domande, che pure erano mirabili, ma le sue risposte... “Mosè parlava – dice la Scrittura - e Dio gli rispondeva con voce di tuono” (Es 19,19). Così il Signore insegnò a Mosé ciò che non sapeva. Gesù interroga, Gesù risponde..., e per quanto sono mirabili le domande, le risposte sono ancor più mirabili.
        Perché anche noi possiamo sentirlo e ci faccia delle domande a cui lui stesso risponderà, supplichiamolo, facciamo il grande e doloroso sforzo  di cercarlo, e potremo allora trovare chi cerchiamo. Non è senza motivo che la Scrittura dice: “Tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo”. Occorre infatti che chi cerca Gesù non lo faccia con negligenza e mollezza, senza costanza, come fanno alcuni... e che, per questo, non lo trovano. Quanto a noi, diciamo: “Con angoscia ti cerchiamo”.

giovedì 20 dicembre 2012

VANGELO DELLA DOMENICA - IV DI AVVENTO - 23 dicembre 2012


"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."

Vangelo Lc 1,39-45
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».


Meditazione
Beato Guerrico d'Igny (circa 1080-1157), abate cistercense
Discorso 2 per l'Avvento, § 1-2 ; SC 166
« Ecco il mio diletto, viene saltando per i monti, balzando per le colline » (Ct 2,8) 
 
        “Ecco viene il Re, corriamo incontro al nostro Salvatore!” (liturgia dell'Avvento). Dice bene Salomone: “Come acqua fresca per una gola riarsa, è una buona notizia da un paese lontano » (Prv 25,25). Buona notizia è quella che annunzia la venuta del Salvatore, la riconciliazione del mondo, i beni della vita futura. “Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace” (Is 52,7)...
        Notizie di tal genere sono acqua refrigerante, bevanda di salutare sapienza, per l'anima che ha sete di Dio: in verità, chi annunzia la venuta o altri misteri del Salvatore attinge “acqua con gioia alle sorgenti della salvezza » (Is 12,3) e cela dona da bere. E l'anima che ha ricevuto l'annunzio... sembra rispondere con le parole di Elisabetta, perché anche lei aveva attinto allo stesso Spirito: “A che debbo che il mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, ha esultato di gioia il mio spirito per il desiderio ardente di correre incontro al suo Salvatore”.
        In verità, fratelli miei, nell'esultanza dello spirito dobbiamo andare incontro a Cristo che viene... “O salvezza del mio volto e mio Dio ! (Sal 42,5) Nella tua condiscendenza saluti i tuoi servi e li salvi...non soltanto con parole di pace, ma proprio con il bacio di pace: ti unisci alla nostra carne; ci salvi con la tua morte sulla croce”. Si levi dunque il nostro spirito con vivida gioia, e corra incontro al suo Salvatore che viene da così lontano, accogliendolo con grida festose: “Vieni, o Signore, salvami e io sarò salvato” (Ger 17,14) “Benedetto colui che viene nel nome del Signore” (Sal 118,26).

giovedì 13 dicembre 2012

VANGELO DELLA DOMENICA - III DI AVVENTO - 16 dicembre 2012


"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."

Vangelo Lc 3,10-18
In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.


Meditazione
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Angelus del 14/12/2003 (© Libreria Editrice Vaticana)
                                « Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. Il Signore è vicino »
        “Rallegratevi nel Signore, sempre; ... Il Signore è vicino” (Fil 4,4-5). Con queste parole dell'apostolo Paolo la Liturgia ci invita alla gioia. E' la terza domenica di Avvento, detta proprio per questo Domenica "Gaudete". ...
        L'Avvento è tempo di gioia, perché fa rivivere l'attesa dell'evento più lieto nella storia: la nascita del Figlio di Dio dalla Vergine Maria. Sapere che Dio non è lontano, ma vicino, non indifferente, ma compassionevole, non estraneo, ma Padre misericordioso che ci segue amorevolmente nel rispetto della nostra libertà: tutto questo è motivo di una gioia profonda che le alterne vicende quotidiane non possono scalfire.
        Caratteristica inconfondibile della gioia cristiana è che essa può convivere con la sofferenza, perché è tutta basata sull'amore. In effetti, il Signore che ci "è vicino", al punto da farsi uomo, viene ad infonderci la sua gioia, la gioia di amare. Solo così si capisce la serena letizia dei martiri anche in mezzo alle prove, o il sorriso dei santi della carità dinanzi a chi è nel dolore: un sorriso che non offende, ma consola. "Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te" (Lc 1,28). L'annuncio dell'Angelo a Maria è un invito alla gioia. Chiediamo alla Vergine Santa il dono della gioia cristiana.