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venerdì 15 marzo 2013
VANGELO DELLA DOMENICA - V DOMENICA DI QUARESIMA - 17 marzo 2013
IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza
Vangelo Gv 8,1-11
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Meditazione
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Enciclica “Dives in misericordia”, § 2 (© Libreria Editrice Vaticana)
«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei»
«Dio nessuno l'ha mai visto», scrive san Giovanni per dar maggior rilievo alla verità secondo cui «proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» (Gv 1, 18).... Rivelata in Cristo, la verità intorno a Dio «Padre delle misericordie» (2 Cor 1, 3) ci consente di «vederlo» particolarmente vicino all'uomo, soprattutto quando questi soffre, quando viene minacciato nel nucleo stesso della sua esistenza e della sua dignità. Ed è per questo che, nell'odierna situazione della Chiesa e del mondo, molti uomini e molti ambienti guidati da un vivo senso di fede si rivolgono, direi, quasi spontaneamente alla misericordia di Dio. Essi sono spinti certamente a farlo da Cristo stesso, il quale mediante il suo Spirito opera nell'intimo dei cuori umani. Rivelato da lui, infatti, il mistero di Dio «Padre delle misericordie» diventa, nel contesto delle odierne minacce contro l'uomo, quasi un singolare appello che s'indirizza alla Chiesa.
Desidero... accogliere questo appello; desidero attingere all'eterno ed insieme, per la sua semplicità e profondità, incomparabile linguaggio della rivelazione e della fede, per esprimere proprio con esso ancora una volta dinanzi a Dio ed agli uomini le grandi preoccupazioni del nostro tempo. Infatti, la rivelazione e la fede ci insegnano non tanto a meditare in astratto il mistero di Dio come «Padre delle misericordie», ma a ricorrere a questa stessa misericordia nel nome di Cristo e in unione con lui. Cristo non ha forse detto che il nostro Padre, il quale «vede nel segreto» (Mt 6,4), attende, si direbbe, continuamente che noi, richiamandoci a lui in ogni necessità, scrutiamo sempre il suo mistero: il mistero del Padre e del suo amore? Desidero quindi che queste considerazioni rendano più vicino a tutti tale mistero e diventino, nello stesso tempo, un vibrante appello della Chiesa per la misericordia di cui l'uomo e il mondo contemporaneo hanno tanto bisogno. E ne hanno bisogno anche se sovente non lo sanno.
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Vangelo della Domenica
giovedì 14 febbraio 2013
VANGELO DELLA DOMENICA - I DOMENICA DI QUARESIMA - 17 febbraio 2013
"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."
Vangelo Lc 4,1-13
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"».
Il diavolo lo condusse
in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli
disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è
stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in
adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta
scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Meditazione
San Rafael Arnaiz Baron (1911-1938), monaco trappista spagnolo
Scritti spirituali, 15/12/1936
«Il Figlio di Dio rifiuta la tentazione di altre strade e obbedisce alla volontà del Padre»
Anch'io, quando ero nel mondo, correvo a volte sulle strade della Spagna, felice di far salire la velocità dell'automobile fino a 90 km all'ora: che sciocchezza! Quando mi sono accorto che non c'erano altri orizzonti, ho provato la delusione di chi possiede la libertà di questo mondo, perché la terra è piccina e se ne fa presto il giro. Sono piccoli e limitati gli orizzonti intorno all'uomo. Per chi ha l'anima assetata di orizzonti infiniti, quelli della terra non gli bastano: lo soffocano, non c'è un mondo abbastanza grande per lui, e trova ciò che cerca solo nella grandezza e immensità di Dio. Uomini liberi che andate girando tutto il pianeta, non invidio la vostra vita in questo mondo; chiuso in convento e ai piedi del crocifisso, ho una libertà infinita, ho un cielo, ho Dio. Non c'è più grande fortuna di avere un cuore innamorato di lui!...
Povero fratello Rafael!... Continua ad attendere, continua a sperare con la dolce serenità che viene dalla sicura speranza; resta immobile, inchiodato, prigioniero del tuo Dio ai piedi del suo tabernacolo. Ascolta da lontano il chiasso degli uomini che godono i brevi giorni della loro libertà nel mondo; ascolta di lontano le loro voci, le risa, i pianti, le guerre. Ascolta e medita un momento; medita un Dio infinito, Dio che ha fatto il cielo e la terra e gli uomini, il Signore assoluto dei cieli e della terra, dei fiumi e dei mari; colui che in un attimo, solo perché l'ha voluto, ha fatto venire dal nulla tutto ciò che esiste.
Medita un momento la vita di Cristo, e vedrai che non ci sono in essa libertà, né rumore, né fragore di voci; vedrai il Figlio dell'uomo sottomesso all'uomo; vedrai Gesù obbediente, sottomesso e che ha come legge della sua vita, in una pace serena, solo quella di compiere la volontà del Padre. E infine, contempla Cristo inchiodato sulla croce. A che serve parlare di libertà?
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