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giovedì 31 gennaio 2013

VANGELO DELLA DOMENICA - 03 febbraio 2013


"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."


 Vangelo Lc 4,21-30
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.


Meditazione
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa
Discorso Delbeau 61, 14-18
                                   «Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò»
    Un medico è venuto in mezzo a noi per restituirci la salute: nostro Signor Gesù Cristo. Ha trovato la cecità nel nostro cuore e ha promesso la luce e cose “che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo”  (1Cor 2,9).
    L'umiltà di Gesù Cristo è il rimedio al tuo orgoglio. Non ti burlare di chi ti darà la guarigione; sii umile, tu per il quale Dio si è fatto umile. Infatti, egli sapeva che il rimedio dell'umiltà ti avrebbe guarito, lui che conosce bene la tua malattia e sa come guarirla. Quando non potevi correre dal medico, il medico in persona è venuto da te... Egli viene, vuole soccorrerti, sa ciò che ti serve.
    Dio è venuto con l'umiltà perché l'uomo possa giustamente imitarlo; se fosse rimasto sopra di te, come avresti potuto imitarlo? E, senza imitarlo, come potrai essere guarito? E' venuto con l'umiltà, poiché conosceva la natura della medicina che doveva somministrarti: un po' amara, certamente, ma salutare. E tu, continui a burlarti di lui, che ti tende la coppa, e gli dici: “Ma che genere di Dio sei, mio Dio? E' nato, ha sofferto, è stato coperto di sputi, coronato di spine, inchiodato sulla croce!” Anima disgraziata! Vedi l'umiltà del medico e non vedi il cancro del tuo orgoglio, ecco perché non ti piace l'umiltà...
    Accade spesso che i malati mentali finiscano per bastonare i loro medici. In questo caso, il medico misericordioso non solo non si arrabbia contro colui che l'ha colpito, ma cerca di curarlo... Il nostro medico, lui, non ha paura di essere ucciso dai malati presi da follia: ha fatto della sua morte un rimedio per loro. Infatti è morto e risuscitato.

mercoledì 4 luglio 2012

VANGELO DELLA DOMENICA - 08 luglio 2012

"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."

Vangelo Mc 6,1-6
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.


Meditazione
Beato Giovanni XXIII (1881-1963), papa
Radiomessaggio del 01/05/1960

Il figlio di Dio carpentiere nella bottega di Giuseppe
 
       San Giuseppe, custode di Gesù, sposo castissimo di Maria, che hai trascorso la vita a compiere perfettamente il tuo dovere, mantenendo col lavoro delle tue mani la Santa Famiglia di Nazareth, degnati di proteggere coloro che, con fiducia, si rivolgono a te. Tu conosci le loro aspirazioni, le loro angosce, le loro speranze; ricorrono a te, perché sanno che troveranno in te chi li comprende e li protegge. Anche tu hai conosciuto la prova, la fatica, la spossatezza; ma, anche in mezzo alle preoccupazioni della vita materiale, la tua anima, colma della più profonda pace, esultava di gioia inesprimibile, a causa dell'intimità col Figlio di Dio, affidato alle tue cure, e con Maria, sua dolcissima madre.        Fa' che coloro che cercano la tua protezione comprendano anch'essi che non sono soli nel loro lavoro, sappiano scoprire Gesù al loro fianco, accoglierlo con la grazia, custodirlo fedelmente come tu stesso hai fatto. Ottieni che in ogni famiglia, in ogni bottega, in ogni cantiere, dovunque un cristiano lavora, tutto sia santificato nella carità, nella pazienza, nella giustizia, nella preoccupazione di far bene, affinché scendano in abbondanza su tutti i doni dell'amore di Dio.