"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."
Vangelo Mc 7,31-37
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per
Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della
Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli
la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita
negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi
verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè:
«Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo
della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non
dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e,
pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e
fa parlare i muti!».
Questo blog mettera in rete tutte le iniziative del progetto oratorio di rete dello spilimberghese.
mercoledì 5 settembre 2012
mercoledì 8 agosto 2012
VANGELO DELLA DOMENICA - 12 agosto 2012
"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."
Vangelo Gv 6,41-51
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù
rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non
lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo
giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”.
Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non
perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha
visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita
eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Meditazione
Santa Faustina Kowalska (1905-1938), religiosa
Diario, 1393
Gesù, delizia della mia anima, pane degli angeli (Sal 78,25),
Vangelo Gv 6,41-51
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù
rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non
lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo
giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”.
Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non
perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha
visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita
eterna.Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Meditazione
Santa Faustina Kowalska (1905-1938), religiosa
Diario, 1393
«Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno»
Gesù, delizia della mia anima, pane degli angeli (Sal 78,25),
tutto il mio essere si immerge in te;
e vivo della tua vita divina, come gli eletti in cielo,
e la verità di questa Vita non cesserà, nemmeno nel sepolcro.
Gesù-Eucaristia, Dio immortale,
che dimori continuamente nel mio cuore,
quando ti possiedo così, la morte stessa non può nuocermi.
Anzi l'amore mi dice che, alla fine della vita, ti vedrò.
Imbevuta della tua vita divina,
guardo tranquilla il cielo aperto per me,
e la morte se ne andrà, delusa, a mani vuote,
poiché la tua vita divina è contenuta nella mia anima.
Ed anche se, per la tua santa volontà, Signore,
la morte deve colpire il mio corpo,
desidero questa separazione il più presto possibile,
poiché così entrerò nella vita eterna.
Gesù-Eucaristia, vita della mia anima, per la tua Passione...
mi hai innalzata fino ai cieli eterni.
e vivo della tua vita divina, come gli eletti in cielo,
e la verità di questa Vita non cesserà, nemmeno nel sepolcro.
Gesù-Eucaristia, Dio immortale,
che dimori continuamente nel mio cuore,
quando ti possiedo così, la morte stessa non può nuocermi.
Anzi l'amore mi dice che, alla fine della vita, ti vedrò.
Imbevuta della tua vita divina,
guardo tranquilla il cielo aperto per me,
e la morte se ne andrà, delusa, a mani vuote,
poiché la tua vita divina è contenuta nella mia anima.
Ed anche se, per la tua santa volontà, Signore,
la morte deve colpire il mio corpo,
desidero questa separazione il più presto possibile,
poiché così entrerò nella vita eterna.
Gesù-Eucaristia, vita della mia anima, per la tua Passione...
mi hai innalzata fino ai cieli eterni.
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Io sono il pane vivo,
Vangelo della Domenica
giovedì 2 agosto 2012
VANGELO DELLA DOMENICA - 05 agosto 2012
"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."
Vangelo Gv 6,24-35
In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In
verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei
segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.
Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane
per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui
il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Meditazione
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
The Word To Be Spoken, cap. 6
Vangelo Gv 6,24-35
In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In
verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei
segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.
Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane
per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui
il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Meditazione
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
The Word To Be Spoken, cap. 6
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame»
Nelle Scritture, si parla della tenerezza di Dio per il
mondo, e leggiamo che “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo
Figlio” Gesù (Gv 3,16) perché sia come noi, e ci porti la buona novella
che Dio è amore, Dio vi ama e mi ama. Dio vuole che ci amiamo gli uni
gli altri come egli ama ognuno di noi. (cf Gv 13, 34).
Noi tutti sappiamo, guardando la croce, fino a qual punto Gesù ci ha amati. Quando guardiamo l'eucaristia sappiamo quanto ci ama ora. Ecco perché si è fatto lui stesso “pane di vita”, per soddisfare la nostra fame col suo amore, e poi, come se non gli bastasse, si è fatto lui stesso l'affamato, l'indigente, il senza-casa, affinché voi ed io potessimo soddisfare la sua fame col nostro amore umano. Poiché è per questo che siamo stati creati, per amare ed essere amati.
Noi tutti sappiamo, guardando la croce, fino a qual punto Gesù ci ha amati. Quando guardiamo l'eucaristia sappiamo quanto ci ama ora. Ecco perché si è fatto lui stesso “pane di vita”, per soddisfare la nostra fame col suo amore, e poi, come se non gli bastasse, si è fatto lui stesso l'affamato, l'indigente, il senza-casa, affinché voi ed io potessimo soddisfare la sua fame col nostro amore umano. Poiché è per questo che siamo stati creati, per amare ed essere amati.
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Vangelo della Domenica
giovedì 26 luglio 2012
VANGELO DELLA DOMENICA - 29 luglio 2012
"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."
Vangelo Gv 6,1-15
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè
di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che
compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i
suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da
lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro
abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli
infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo:
«Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno
possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Meditazione
Sant'Efrem Siro (circa 306-373), diacono in Siria, dottore della Chiesa
Diatesseron, XII, 1-4
Vangelo Gv 6,1-15
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Meditazione
Sant'Efrem Siro (circa 306-373), diacono in Siria, dottore della Chiesa
Diatesseron, XII, 1-4
La moltiplicazione dei pani
Nel deserto, Nostro Signore moltiplicò il pane, e a Cana, cambiò
l'acqua in vino. Abituò così il palato dei suoi discepoli al suo pane e
al suo vino, fino al tempo in cui avrebbe dato loro il suo corpo e il
suo sangue. Fece loro assaggiare un pane e un vino materiali per
eccitare in loro il desiderio del suo corpo e del suo sangue
vivificanti. Diede loro liberalmente queste cose di poco conto perché
sapessero che il suo dono supremo sarebbe stato gratuito. Gliele diede
gratuitamente, anche se avrebbero potuto compragliele, affinché
sapessero che non sarebbe stato domandato loro di pagare una cosa
inestimabile ; perché anche se avessero potuto pagare il prezzo del
pane e del vino, non avrebbero potuto pagare il suo corpo e il suo
sangue.
Non solo ci ha colmati gratuitamente dei suoi doni, ma ci ha
anche coccolati con affetto. Perché ci ha dato gratuitamente queste cose
di poco conto per attirarci, affinché venissimo a lui e ricevessimo
gratuitamente quel bene così grande che è l'Eucarestia. Quei pezzetti di
pane e il vino che ha dato erano dolci al palato, però il dono del suo
corpo e del suo sangue è utile allo spirito. Egli ci ha attirati con
questo cibo gradevole al palato per trascinarci verso ciò che vivifica
la nostra anima...
L'opera del Signore raggiunge ogni cosa : in un batter d'occhio ha moltiplicato un po' di pane. Ciò che gli uomini fanno e trasformano in dieci mesi di lavoro, le sue dieci dita l'hanno fatto in un attimo... Dalla poca quantita di pane, è nata una moltitudine di pani. Fu come al momento della prima benedizione : « Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra » (Gen 1, 28).
L'opera del Signore raggiunge ogni cosa : in un batter d'occhio ha moltiplicato un po' di pane. Ciò che gli uomini fanno e trasformano in dieci mesi di lavoro, le sue dieci dita l'hanno fatto in un attimo... Dalla poca quantita di pane, è nata una moltitudine di pani. Fu come al momento della prima benedizione : « Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra » (Gen 1, 28).
giovedì 19 luglio 2012
VANGELO DELLA DOMENICA - 22 luglio 2012
"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."
Vangelo Mc 6,30-34
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Meditazione
San Clemente d'Alessandria (150-circa 215), teologo
Il Pedagogo, I, 9 ; SC 70
Vangelo Mc 6,30-34
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Meditazione
San Clemente d'Alessandria (150-circa 215), teologo
Il Pedagogo, I, 9 ; SC 70
«Si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore»
Salvare è un atto di bontà. “La misericordia del Signore è
per ogni essere vivente. Egli rimprovera, corregge, ammaestra e guida
come un pastore il suo gregge. Ha pietà di quanti accettano la dottrina
e di quanti sono zelanti per le sue decisioni” (Sir 18,13s)...
Chi è in buona salute non ha bisogno del medico, finché sta bene; i malati al contrario ricorrono al suo aiuto. Allo stesso modo, in questa vita, siamo malati a causa dei nostri desideri riprovevoli, delle nostre intemperanze... e altre passioni: abbiamo bisogno di un Salvatore... Noi malati, abbiamo bisogno del Salvatore; smarriti, abbiamo bisogno di chi ci guiderà; ciechi, di chi ci darà la luce; assetati, della sorgente di acqua viva di cui “chi beve non avrà mai più sete” (Gv 4,14). Morti, abbiamo bisogno della vita; gregge, del pastore; bambini, di un maestro: sì, tutta l'umanità ha bisogno di Gesù...
“Fascerò la pecora ferita e curerò quella malata; ricondurrò all'ovile quella smarrita; le farò pascolare sui monti d'Israele” (Ez 34,16). Questa è la promessa di un buon pastore. Facci pascolare come un gregge, noi piccoli; maestro, dacci con abbondanza il tuo pascolo, che è la giustizia! Sii nostro pastore fino alla santa montagna, fino alla Chiesa che si innalza, domina le nubi e arriva al cielo! “Sarò il loro pastore - egli dice – e sarò accanto a loro” (cf Ez 34)... E ancora: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”. Ecco perché il Vangelo ce lo mostra affaticato, lui che si spende per noi e promette “di dare la sua vita in riscatto per molti” (Mt 20,28; Gv 4,5).
Chi è in buona salute non ha bisogno del medico, finché sta bene; i malati al contrario ricorrono al suo aiuto. Allo stesso modo, in questa vita, siamo malati a causa dei nostri desideri riprovevoli, delle nostre intemperanze... e altre passioni: abbiamo bisogno di un Salvatore... Noi malati, abbiamo bisogno del Salvatore; smarriti, abbiamo bisogno di chi ci guiderà; ciechi, di chi ci darà la luce; assetati, della sorgente di acqua viva di cui “chi beve non avrà mai più sete” (Gv 4,14). Morti, abbiamo bisogno della vita; gregge, del pastore; bambini, di un maestro: sì, tutta l'umanità ha bisogno di Gesù...
“Fascerò la pecora ferita e curerò quella malata; ricondurrò all'ovile quella smarrita; le farò pascolare sui monti d'Israele” (Ez 34,16). Questa è la promessa di un buon pastore. Facci pascolare come un gregge, noi piccoli; maestro, dacci con abbondanza il tuo pascolo, che è la giustizia! Sii nostro pastore fino alla santa montagna, fino alla Chiesa che si innalza, domina le nubi e arriva al cielo! “Sarò il loro pastore - egli dice – e sarò accanto a loro” (cf Ez 34)... E ancora: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”. Ecco perché il Vangelo ce lo mostra affaticato, lui che si spende per noi e promette “di dare la sua vita in riscatto per molti” (Mt 20,28; Gv 4,5).
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mercoledì 11 luglio 2012
VANGELO DELLA DOMENICA - 15 luglio 2012
"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."
Vangelo Mc 6,7-13
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a
due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non
prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca,
né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due
tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
Meditazione
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Messaggio per la 42a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni 17/04/2005
Vangelo Mc 6,7-13
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a
due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non
prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca,
né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due
tuniche.E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
Meditazione
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Messaggio per la 42a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni 17/04/2005
«Incominciò a mandarli a due a due»
Dice a Pietro: Duc in altum – Prendi il largo (Lc 5, 4). Pietro e i
primi compagni si fidarono della parola di Cristo, e gettarono le reti
(Novo millennio ineunte, 1).... Chi apre il cuore a Cristo non soltanto
comprende il mistero della propria esistenza, ma anche quello della
propria vocazione, e matura splendidi frutti di grazia. ...Vivendo il
Vangelo sine glossa, il cristiano diventa sempre più capace di amare al
modo stesso di Cristo, di cui accoglie l'esortazione: Siate perfetti
come è perfetto il Padre vostro celeste (Mt 5, 48). Egli si impegna a
perseverare nell'unità con i fratelli entro la comunione della Chiesa, e
si pone al servizio della nuova evangelizzazione per proclamare e
testimoniare la stupenda verità dell'amore salvifico di Dio. Cari
giovani, è a voi che, in modo particolare, rinnovo l'invito di Cristo a
prendere il largo. ... Fidatevi di Lui, mettetevi in ascolto dei suoi
insegnamenti, fissate lo sguardo sul suo volto, perseverate
nell'ascolto della sua Parola. Lasciate che sia Lui a orientare ogni
vostra ricerca e aspirazione, ogni vostro ideale e desiderio del cuore.
... Penso al tempo stesso alle parole rivolte da Maria, sua Madre, ai
servi a Cana di Galilea: Fate quello che vi dirà (Gv 2, 5). Cristo,
cari giovani, vi chiede di prendere il largo e la Vergine vi incoraggia
a non esitare nel seguirlo. Salga da ogni angolo della terra,
sostenuta dalla materna intercessione della Madonna, l'ardente
preghiera al padre celeste per ottenere operai nella sua messe (Mt 9,
38).
Gesù, Figlio di Dio,
in cui dimora la pienezza della divinità,
Tu chiami tutti i battezzati a prendere il largo,
percorrendo la via della santità.
Suscita nel cuore dei giovani il desiderio
di essere nel mondo di oggi
testimoni della potenza del tuo amore.
Riempili con il tuo Spirito di fortezza e di prudenza
perché siano capaci di scoprire la piena verità
di sé e della propria vocazione.
Salvatore nostro,
mandato dal Padre per rivelarne l'amore misericordioso,
fa' alla tua Chiesa il dono
di giovani pronti a prendere il largo,
per essere tra i fratelli manifestazione
della tua presenza che rinnova e salva.
Vergine Santa, Madre del Redentore,
guida sicura nel cammino verso Dio e il prossimo,
Tu che hai conservato le sue parole nell'intimo del cuore,
sostieni con la tua materna intercessione
le famiglie e le comunità ecclesiali,
affinché aiutino gli adolescenti e i giovani
a rispondere generosamente alla chiamata del Signore.
Amen.
Gesù, Figlio di Dio,
in cui dimora la pienezza della divinità,
Tu chiami tutti i battezzati a prendere il largo,
percorrendo la via della santità.
Suscita nel cuore dei giovani il desiderio
di essere nel mondo di oggi
testimoni della potenza del tuo amore.
Riempili con il tuo Spirito di fortezza e di prudenza
perché siano capaci di scoprire la piena verità
di sé e della propria vocazione.
Salvatore nostro,
mandato dal Padre per rivelarne l'amore misericordioso,
fa' alla tua Chiesa il dono
di giovani pronti a prendere il largo,
per essere tra i fratelli manifestazione
della tua presenza che rinnova e salva.
Vergine Santa, Madre del Redentore,
guida sicura nel cammino verso Dio e il prossimo,
Tu che hai conservato le sue parole nell'intimo del cuore,
sostieni con la tua materna intercessione
le famiglie e le comunità ecclesiali,
affinché aiutino gli adolescenti e i giovani
a rispondere generosamente alla chiamata del Signore.
Amen.
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mercoledì 4 luglio 2012
VANGELO DELLA DOMENICA - 08 luglio 2012
"IN COMPAGNIA DEL VANGELO - meditazioni per la testimonianza."
Vangelo Mc 6,1-6
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto
il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando,
rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che
sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti
dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il
fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle,
non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.
Meditazione
Beato Giovanni XXIII (1881-1963), papa
Radiomessaggio del 01/05/1960
Vangelo Mc 6,1-6
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto
il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando,
rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che
sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti
dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il
fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle,
non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.
Meditazione
Beato Giovanni XXIII (1881-1963), papa
Radiomessaggio del 01/05/1960
Il figlio di Dio carpentiere nella bottega di Giuseppe
San Giuseppe, custode di Gesù, sposo castissimo di Maria, che hai
trascorso la vita a compiere perfettamente il tuo dovere, mantenendo col
lavoro delle tue mani la Santa Famiglia di Nazareth, degnati di
proteggere coloro che, con fiducia, si rivolgono a te. Tu conosci le
loro aspirazioni, le loro angosce, le loro speranze; ricorrono a te,
perché sanno che troveranno in te chi li comprende e li protegge. Anche
tu hai conosciuto la prova, la fatica, la spossatezza; ma, anche in
mezzo alle preoccupazioni della vita materiale, la tua anima, colma
della più profonda pace, esultava di gioia inesprimibile, a causa
dell'intimità col Figlio di Dio, affidato alle tue cure, e con Maria,
sua dolcissima madre. Fa' che coloro che cercano la tua
protezione comprendano anch'essi che non sono soli nel loro lavoro,
sappiano scoprire Gesù al loro fianco, accoglierlo con la grazia,
custodirlo fedelmente come tu stesso hai fatto. Ottieni che in ogni
famiglia, in ogni bottega, in ogni cantiere, dovunque un cristiano
lavora, tutto sia santificato nella carità, nella pazienza, nella
giustizia, nella preoccupazione di far bene, affinché scendano in
abbondanza su tutti i doni dell'amore di Dio.
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